Avendo ormai guidato a Taiwan per alcuni mesi, non ho potuto fare a meno di notare alcune cose sul modo di come la gente guida.
Niente di spaventoso per un italiano, anche per un italiano di una piccola città del nord, soprattutto perchè le velocità sono minori che in Italia, i limiti sono 100 o 110 km/h sulle autostrada e generalmente 60 km/h in città. I limiti sono generalmente fatti rispettare da telecamere, stazionate ovunque, e da pattuglie della polizia della strada, dotate dell'equivalente orientale dell'Autovelox.
Il traffico è sempre abbastanza pesante ma più fluido che in Italia, perchè tutti sorpassano sia a destra che a sinistra, si marcia a file parallele, sia in città che in autostrada. Come mi ha fatto notare mia moglie, questo non si potrebbe fare, si dovrebbe sorpassare solo a sinistra, esattamente come da noi: francamente non me n'ero accorto, erano mesi che zigzagavo sull'autostrada, dal primo giorno perfettamente convinto di essere nel giusto (anche se non ero ancora arrivato ad evitare le code viaggiando sulla corsia di emergenza, come molti fanno).
Mia moglie teme i camion, guidati da autisti sempre di corsa e spesso istupiditi dal betel. Il pericolo maggiore sono i motorini, onnipresenti. Per consuetudine, i motorini hanno sempre (o quasi) ragione. Sarà perchè sono più piccoli?
Sta di fatto che, da quel che so, spesso è la stessa polizia che, in caso di incidente, fa da mediatore tra le parti per un risarcimento in denaro.
Tornando ai motorini, si comportano effettivamente come se avessero sempre ragione (anche se, essendo appunto più piccoli, talvolta la soddisfazione è solo morale, visto che finiscono al creatore).
Martedì scorso stavo guidando in città sotto le piogge del dopo tifone. Una donna su un motorino si immette da una strada laterale senza rallentare minimamente sotto la pioggia battente. La vedo, rallento (senza suonare, usare il clacson rompe l'armonia confuciana ed è veramente una cosa di cattivo gusto). Dopo parecchie centinaia di metri metto la freccia per girare a destra, accenno a sterzare e per fortuna la vedo all'ultimo momento. La megera, in tutto questo tratto di controviale, percorso a 40-50 km/h sotto il diluvio tropicale, si era mantenuta esattamente pochi centimetri alla mia destra (roba che neanche Valentino Rossi ..) in una posizione dove non potevo assolutamente vederla ... rallento e l'arpia se ne va, incenerendomi con una occhiata, perfettamente convinta, appunto, di essere nel giusto.
Come dicevo, nonostante il caos, il traffico è molto silenzioso. Quasi nessuno usa il clacson, nemmeno per avvertire e meno che mai inveisce contro gli altri guidatori, come facciamo noi. Un giorno, in autostrada, ho pasticciato con il cambio automatico con il risultato di inchiodare la macchina. Le macchine che mi seguivano, prontissime (avevo veramente superinchiodato) mi frenano e mi evitano, nell'assoluto silenzio ... in Italia mi avrebbero come minimo scorticato vivo.
Un fatto è che è veramente sconsiderato perdere la calma, ed il clacson viene raramente considerato come un mezzo di emergenza per avvertire (tra l'altro nessuno lampeggia, in compenso usano le luci di emergenza in condizioni di scarsa visibilità).
Ma un fatto è, anche, che qui non sai mai con chi hai a che fare.
Qui in Italia ci insultiamo e ci mandiamo gestacci. Qualche volta capita di farlo con la persone sbagliata ed allora ci scappa il morto. Ma è raro, è un pericolo che generalmente non teniamo in considerazione. A Taiwan puoi incappare in un gangster o, più probabilmente, in una persona che ne conosce uno e dal quale può essere aiutato quando ha dei fastidi o quando "perde la faccia".
Talvolta in autostrada capita di incontrare 3 o 4 auto visibilmente e platealmente "truccate" che a velocità elevata si inseguono in mezzo al traffico. Magari ti sorpassano all'improvviso dopo che un chilometro prima hai incontrato l'abituale macchina della polizia con il suo bravo Autovelox. Nessuno suona, nessuno
inveisce, i camion si tolgono prontamente di mezzo (li ho visti).
Talvolta senti quelle macchine nel cuore della notte, nel mezzo della città affollata da migliaia di telecamere.
Fanno le corse ... e qualcuno organizza le scommesse.
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