Perchè i matrimoni gay sono sbagliati

Un motivo che ho per segnalarvi il divertente (ed illuminante) 10 Reasons Why Gay Marriage is Wrong è che l'ho trovato un un blog di Taiwan. Un altro è che mi da modo di dirvi che Taiwan è, per quanto riguarda l'Asia (e soprattutto il mondo cinese) decisamente all'avanguardia sull'argomento. Da alcuni anni si tiene a Taipei un Gay Pride, al quale, fin dalla prima edizione, il sindaco di Taipei Ma non ha mai mancato di portare personalmente i suoi saluti. Fin dal 2003 nell'agenda del presidente Chen Shui-bian è presente l'impegno di emanare una legge per permettere i matrimoni gay.

Beh, a questo punto come evitare di ricordare anche il bel film di Ang Lee (prima di diventare famoso),
Il Banchetto di Nozze ?

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L'isola nella corrente

Bandiera della Repubblica di Taiwan, anno 1895Taiwan è stata scoperta dagli occidentali a metà del 1500 quando una nave portoghese, in rotta tra Macao ed il Giappone, si imbatteva (forse per caso) nell'isola, che veniva battezzata dai Portoghesi Ilha Formosa, l'Isola Bella. A quel tempo Taiwan era abitata da poche decine di migliaia di aborigeni e da sparuti gruppi di pescatori e pirati giapponesi, che se ne servivano come base temporanea.

Da allora Taiwan ha visto sventolare le bandiere di 5 stati differenti. Gli aborigeni, gli Spagnoli, gli Olandesi, i Ming, i Ching, i Giapponesi ed i 2 milioni di Cinesi fuggiti da Mao nel 1949, tutti hanno lasciato la propria impronta. Per questa storia complicata Taiwan ha una identità ben specifica che si riflette oggi, tra l'altro, nella varietà delle lingue parlate (oltre al Mandarino, il Taiwanese, l'Hakka e le varie lingue aborigene), nell'architettura (dai porticati Ching alle stazioni ferroviarie giapponesi di epoca coloniale), non ultima nella cucina (oltre alle varie cucine cinesi, qui sushi e sashimi sono presenti non da oggi).

Tempo fa avevo trovato in libreria un piccolo compendio della storia di Taiwan, scritto da April Lin e Jerome F. Keating. Il libro è sicuramente schierato, Jerome F. Keating, professore alla prestigiosa National Taiwan University, è uno dei non pochi stranieri (soprattutto americani) che in qualche modo sostengono la causa di Taiwan ed è anche l'autore di un bel blog sull'argomento.

Secondo gli autori,

Taiwan (Ihla Formosa) has long experienced the fate of being an "island in the stream." Caught up and by numerous historical, cultural and physical crosscurrents running between the East and South China Seas, the people of this island have struggled with identity and survival. Outside forces have had their shaping influence. Strong also has been the influence of the island's many immigrants and indigenous peoples. Taiwan's history is a story of struggle and adaptation. In the new millennium the people have directly elected a new president in a democratic transference of power; but the island faces new challenges, that of membership in the United Nations and the World Trade Organization and the unresolved "one China question" with the People's Republic of China.

Solo ora ho scoperto che il libro si può anche leggere online. Eccolo qua, Island in the Stream.

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Dove va a parare l'esercito cinese

The View from Taiwan segnala un interessante articolo di Robert Marquand del Christian Science Monitor sullo stato odierno dell'esercito della Cina Popolare.

La Cina per lungo tempo ha avuto un esercito inadeguato alle sue ambizioni di essere una grande nazione. Ma oggi il quadro sta rapidamente cambiando:

In a surprisingly short time, China has accomplished
two feats. One, it has focused its energy and wealth on creating an
army within an army. It has devoted huge amounts of capital to create a
small high-tech army within its old 2.2 million-member rifle and
shoe-leather force.

Questo "esercito nell'esercito", che ammonterebbe a più di 300.000 uomini, sarebbe specializzato nel

conduct lightning attacks on smaller foes, using an
all-out missile attack designed to paralyze, and a modern sea and air
attack coordinated by high-tech communications.
In other words, this
new modern force is designed to attack Taiwan
.

In effetti diversi commentatori (per esempio Minnick) da un paio d'anni a questa parte avevano prospettato la possibilità che l'esercito cinese possa intervenire a Taiwan non con una invasione tipo sbarco in Normandia (a cui Taiwan sarebbe più preparata e che, soprattutto, darebbe modo agli USA di intervenire in tempo) ma con un devastante colpo a sorpresa volto a decapitare la dirigenza taiwanese ed a spezzare le poche importanti linee di comunicazione.

Inoltre, sempre secondo Marquand,

Second, China has taken painful but successful steps
to create a "defense industrial base," or weapons-building capability.
The PLA has improved its factory quality control and its ability to
adapt foreign technology. It is bringing an indigenous small-wing F-10
fighter off the production line, and it is moving rapidly toward a
"blue water" Navy with ships built in China.

E come si chiede qualcuno ....

"They are buying and developing capability whose
only use is against the US military," said an Asia-based US Air Force
colonel. "The programs we can see are designed to combat a carrier
battle group. Who is it that has carrier battle groups?"

Interessante anche la conclusione ...

Historically,
in fact, China is not an aggressor. It rarely attacks. But then, what
is called "China" has moved only in the late 20th century from a
sprawling "civilization" to a nation in the modern sense. Moreover, the
sense of national pride in China is powerful. As one rather liberal
intellectual told the Monitor, "In our hearts, most of us want China to
be great - we feel deeply a desire to help run Asia and the world."
What concerns some American China experts is that creating a modern
army will also create the dynamic to use a modern army. Analysts like
Mulvenon point to possible unintended consequences of a buildup.
"What I worry about is the military influencing foreign policy," he
says, "[decisionmakers] using the military they have paid so much for
like a tool in their kit ... as leverage in certain situations.... That
can be how bad things get started."

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Il gioco dell'accerchiamento

Interessante, di qualche tempo fa ....

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Offensiva diplomatica cinese in Europa

Yahoo riporta le prossime visite di Hu Jintao e del premier Wen Jiabao in diverse capitali europee:


Just a few days before Hu's arrival in Britain, which currently holds the EU's six-month rotating presidency, China revived one of the thorniest issues in their relations -- the bloc's arms embargo against Beijing.

"All the leaders of the EU that I have come in contact with believe that (the embargo) is a legacy of the Cold War, is poorly founded and is useless and only harmful," Chinese Foreign Minister Li Zhaoxing told journalists Friday.

La Francia e la Germania premono per l'eliminazione dell'embargo europeo alla vendita di armamenti alla Cina, in atto dal 1989 dopo i fatti di Tienanmen.

The View from Taiwan commenta la notizia:

The hypocrisy of France and Germany is mindblowing; living out here in the Land That Europe Sold Down the River has immunized me from ever believing European cant that it is morally superior to the US. You can't oppose the US invasion of Iraq and then turn around and attempt to sell weapons to China.

Mi chiedo anch'io che credibilità possa avere opporsi all'invasione americana dell'Iraq e poi cercare di vendere armi alla Cina .... e comunque quell'incorreggibile sciocco di Chirac pensa veramente di fare così gli interessi a lungo termine dell'Europa (ma questo forse non gli interessa molto) e della Francia? L'amministrazione Bush passa ma il Partito Comunista e la mentalità revanchista della nazione cinese, dopo 200 anni di torti subiti, veri o presunti, temo che non passeranno molto presto e senza danni.

Yahoo riporta anche la seguente dichiarazione cinese sull'embargo:

"This should have been thrown into the trash heap of history a long time ago," Li said, highlighting the fact that the embargo was having a negative impact on trade and should be lifted.


Una delle troppo numerose buone ragioni perchè spero che l'embargo europeo non finisca nella "soffitta della storia" è questa.

Un'altra buona ragione, del tutto personale lo ammetto, è che a Taiwan vivono mia moglie e la sua famiglia, ed anche tante persone che ho appena incominciato a conoscere ma che più passa il tempo e meno mi sembrano "cinesi" o "taiwanesi", stereotipi, ma invece, "persone".

700 missili sono già puntati dalla Cina su quest'isola, che viceversa non minaccia nessuno, e che ha il solo torto di voler vivere a modo suo, così come fanno tante piccole nazioni in Europa o come fanno gli italiani del Canton Ticino (e noi certo manco ci sognamo di volerli annettere perchè parlano italiano - è questa mentalità fascista che invece abbiamo giustamente "lasciato in soffitta" da parecchi decenni) o anche come fanno le diverse nazioni di lingua inglese nel mondo, Stati Uniti, Canada, Australia, eccetera, ognuna diversa e sovrana, ma liberamente amiche anche perchè condividono la stessa lingua e cultura.

Spero di vedere i piccoli paesi dell'Unione Europea impedire la sospensione dell'embargo ...

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Sinorama di Novembre

cover SinoramaE' uscito il numero di Novembre di Sinorama. La cover story è dedicata alle luci ed ombre dell'assistenza sanitaria in Cina (ed alle ripercussioni sulla vita delle centinaia di migliaia di taiwanesi che vivono là e che molto spesso, quando sono malati, non si fidano e cercano di tornare a casa con il primo aereo disponibile). Gli altri articoli:

  • Igniting an Industry - Wang Film Productions and Fire Ball - La storia della casa di produzione che ha firmato "Fire Ball", il primo cartone animato interamente taiwanese che ha sbancato il botteghino qui la scorsa estate.
  • In the Company of Seafarers: Documentary Film Maker Lee Hsiang-hsiu - La documentarista Lee Hsiang-hsiu ed i pescatori del villaggio di Nan-fang-ao.
  • Cohabitation: Is It the Future of Marriage? - 400.000 taiwanesi coabitano senza essere legalmente sposati, come la morale tradizionale dell'isola sta rapidamente cambiando.
  • No Direction Home? - Dopo che alcuni casi di abusi e violenze sui bambini sono venuti recentemente alla ribalta, la società di Taiwan si interroga su cosa fare.
  • New Hope four Our Children - Bambini in affidamento: la storia della famiglia Lin.
  • Haishan Records - La storia dell'ascesa e caduta di una storica casa discografica di pop Taiwanese negli anni '60.
  • The Aloof Eye of the Photographer - Yen Ching-fang - La biografia di un fotografo recentemente scomparso.
  • Hsiangjenho - Bringing the Sound of Taiwan to the World - La fabbricazione dei tamburi tradizionalmente usati nell'opera di Taiwan e nelle cerimonie religiose.
  • "Taiwan Ang" on Display - The Fashion Designs of Ligi Lee.

Ricordo che Sinorama è bilingue (inglese e cinese) e ci si può abbonare all'edizione elettronica o cartacea (ogni mese alcuni articoli sono comunque liberamente consultabili sul sito).

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Gli amici che Taiwan dovrebbe cercare

Un bell'editoriale di Taiwan News:

L'uso esplicito della "diplomazia del denaro" da parte della Repubblica Popolare Cinese per indurre il Senegal, uno dei pochi alleati africani di Taiwan, a rompere con Taiwan, ha dimostrato ancora una volta la determinazione della Cina a condurre la sua strategia a due facce per opprimere ed isolare Taiwan.

Da un lato Pechino ha utilizzato i compiacenti servizi di politici dell'opposizione come l'ex segretario del Kuomintang
Lien Chan ed il segretario del People First Party James Soong, per inondare Taiwan di benefici economici, come l'abolizione dei dazi per l'importazione di prodotti agricoli, e persino per influenzare i favori dei bambini di Taiwan con il regalo di due preziosi panda.

Dall'altro Pechino ha continuato l'uso spietato della sua influenza diplomatica per soffocare lo spazio internazionale di Taiwan comprando uno ad uno i nostri alleati diplomatici, bloccando la partecipazione del Presidente della Camera Wang al prossimo vertice informale dell'APEC e impedendo sistematicamente la nostra partecipazione ad organismi umanitari come l'Organizzazione Mondiale della Sanità.


Il resto dell'articolo si trova qui.

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La cultura dei "convenience stores"

tmpl_r03_c04Da un articolo della Wikipedia questa nota sui "convenience stores" (minimarkets aperti 24 ore su 24):

Con 8058 convenience stores in un area di 35.980 km² ed una popolazione di 22,9 milioni, Taiwan ha forse la più alta densità al mondo di convenience stores per persona: un negozio ogni 2800 persone. Con 3680 7-Eleven (una catena americana di convenience stores), Taiwan ha anche la più alta densità di 7-Eleven: uno ogni 6200 persone. In Taipei, non è raro vedere due 7-Eleven uno di fronte all'altro ai due lati della strada o trovarne diversi in poche centinaia di metri.

Poichè sono dovunque, i convenience stores in Taiwan forniscono anche servizi come il pagamento dei parcheggi e delle bollette, la riscossione delle multe ed i versamenti per le carte di credito.

Ma non solo, i "convenience stores" offrono servizi di fotocopia, fax e spesso, una cosa che apprezzo particolarmente, sportelli bancomat, sicuri perchè all'interno di un negozio presidiato 24 ore al giorno.
Ed ovviamente i "convenience stores" vendono prodotti come alimentari, cibi pronti, giornali e riviste, schiuma da barba e così via, sia pure a prezzi superiori ai supermercati.

Qui dove abitiamo ne contiamo almeno 8 in un raggio di 300 metri. Sono une delle cose che rendono la vita a Taiwan molto più facile ( e piuttosto angosciosa ad un Taiwanese che capita in Europa di domenica ..)

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Taichung Science Park

Il Taipei Times dedica un articolo al grande successo che sta avendo la nuova zona industriale di Taichung, il Taichung Science Park.

Una parte del Taichung Science park in costruzioneQuesta zona industriale sta letteralmente sorgendo dal nulla, 2 anni fa c'erano solo boschetti, piccoli campi di patate dolci e canna da zucchero distesi sulle pendici del Dadu Shan, la grande collina che separa la conca di Taichung dal mare. Oggi già alcune fabbriche hanno aperto o stanno per aprire i cancelli, tra cui Au Optronics, Promos Technologies, Winbond Electronics, Corning.
Ed altre seguiranno (sono 70 le aziende che troveranno posto nel Science Park) per un investimento complessivo di quasi 800 milioni di euro.

Lo stabilimento di AU Optronics produrrà le nostre nuove televisioni a cristalli liquidi

Forse i nomi non dicono molto ad alcuni, ma si tratta di aziende leaders nel campo della optronica, cioè nell'applicazione di dispositivi elettronici che interagiscono con la luce. Il che vuol dire fibre ottiche ma nel caso di queste aziende anche e soprattutto schermi a cristalli liquidi. Taiwan ha infatti recentemente lanciato la sfida alla Corea del Sud per il dominio del mercato nel settore degli schermi a cristalli liquidi di nuova generazione ed i risultati finora sono stati molto buoni. Il Taichung Science Park si estende per circa 400 ettari (ma si prevede già di estenderlo a 1200 ettari) e a regime occuperà 80.000 persone.

Il sistema basato sugli Science Parks ha rappresentato finora un componente fondamentale nel successo di Taiwan nelle tecnologia avanzate. I Science Parks sono zone industrali specificatamente indirizzate ad ospitare aziende hi-tech. Il sistema basato sugli Science Parks è anche unico al mondo per il modo in cui una organizzazione, il National Science Council (NSC, in cui sono rappresentati vari esponenti del governo, studiosi ed il direttore dell'Academia Sinica) progetta e controlla questi Science Parks. A Taiwan ci sono attualmente 3 Science Parks, tra Hsinchu, Tainan e Taichung.

Che dire? Qui a Taiwan la grande speranza è anche di far tornare alcune aziende dalla Cina, come in effetti sta avvenendo. Nel mio piccolo sono molto moooolto contento che mia moglie ha comprato casa qui due anni fa quando il mercato immobiliare stava appena ripartendo, se va come per Hsinchu non avremo problemi a comprare casa in Italia per quando saremo in pensione. Per quanto riguarda l'Italia vedete un pò voi, forse sarebbe meglio che incominciassimo anche noi a copiare qualcosa dall'Est ...

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Tempo di elezioni

E' tempo di elezioni locali a Taichung e Michael Turton pubblica una divertente galleria dei mega cartelloni elettorali che piacciono tanto qui.
Però Michael dimentica di dire che le bandierine e gli stendardi più piccoli vengono sistematicamente raccolti dopo le elezioni da solerti agricoltori ed usati nei campi come spaventapasseri.

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